Perché la colazione è importante

Perché molti saltano la colazione? Alcuni motivi, o scuse, sono:

  • Non hanno abbastanza tempo (in realtà basta svegliarsi qualche minuto prima e organizzarsi).
  • Sono a dieta (una colazione nutriente e sana non fa ingrassare).
  • Non hanno voglia di cucinare (non è necessario cucinare, puoi mangiare del pane integrale, bere un succo di frutta, mangiare una banana; e preparare un buon caffè è questione di 5 minuti).
  • Non vogliono mangiare o bere la mattina presto (continua a leggere e scoprirai perché invece devi assolutamente mangiare e bere qualcosa al mattino).

Eppure la colazione deve essere il primo pasto della nostra giornata.

I benefici della colazione

La colazione ci dà l’energia necessaria per affrontare la giornata e bruciare le calorie, ma anche per migliorare la concentrazione a scuola e al lavoro. È come se fosse il nostro carburante, sia per il corpo sia per il cervello.

Alcuni nutrizionisti sostengono che la colazione di debba consumare entro 2 ore dal risveglio. La colazione inoltre ripristina anche i livelli di glucosio, un carboidrato essenziale necessario per il funzionamento del cervello.

Ci sono anche altri benefici nella colazione: sarai portato a consumare meno grassi o spuntini non salutari durante il giorno. Considera che, saltando la colazione, arriverai a pranzo con un vuoto nello stomaco che dura da almeno 15 ore o più, dalla cena della sera prima! Ecco che qualsiasi snack che vedi diventa una tentazione troppo forte da desistervi.

Ma che cosa mangiare a colazione?

Nella tua dieta mattutina dovresti includere nutrienti come calcio, ferro, vitamine del gruppo B, proteine e fibre. L’ideale è inserire un po’ di frutta a colazione.

Comunque, una buona e sana colazione dovrebbe prevedere:

  • Cereali ricchi di fibre con frutta fresca e latte scremato o sostituto del latte di soia o di riso
  • Frullato proteico a basso contenuto di grassi con frutta fresca
  • Pane tostato o ricco di fibre

La colazione è importante, ricordalo. E tu, che cosa mangi al mattino?

Perché il pollo è un cibo nutriente

Nella cucina italiana c ’è un piatto che piace quasi a tutti: il pollo arrosto. Ma il pollo in genere è un tipo di carne che può comunque essere preparata in tanti modi diversi. E poi è anche carne bianca e costituisce una delle proteine più magre, quindi è più salutare.

Ma quanti conoscono le proprietà nutritive del pollo? Ti dico intanto che il pollo contiene alcuni minerali di cui abbiamo bisogno: potassio, magnesio, ferro e zinco.

Valori nutrizionali del pollo

Ho appena accennato ad alcuni benefici del pollo:

  • È una carne magra
  • Contiene meno calorie per porzione, rispetto a manzo, maiale e anatra
  • È una carne molto tenera (se cucinata correttamente)

Ma quali sono le proprietà nutrizionali?

  • Proteine: sono utili al tessuto muscolare del corpo e anche alle cellule e alle ossa.
  • Grassi: come già detto, il pollo, specialmente il petto, contiene pochi grassi saturi, soprattutto se togli la pelle. Grigliato o cucinato al forno mantiene il contenuto di grassi al minimo.
  • Vitamina B3: favorisce la circolazione del sangue e è utile nella digestione e per il sistema nervoso.
  • Vitamina B6: contribuisce alla formazione di globuli bianchi e rossi e di ormoni, in più è utile al metabolismo di acidi grassi e zuccheri.
  • Fosforo: utile alle ossa e ai denti, ha un ruolo anche nel metabolismo.
  • Selenio: è un antiossidante e ha effetti positivi sull ’attività delle vitamine C ed E nella loro capacità di combattere i radicali liberi.

Quali sono i tagli migliori del pollo?

Come mangi il pollo di solito? Ecco le proprietà dei tagli più comuni:

  • Petto di pollo: è più magro e ricco di proteine. Può essere cucinato in molti modi e, a pezzi, trovare posto in stufati e altri piatti succosi. Non comprare il petto di pollo degli allevamenti intensivi, perché contiene vaccini antibiotici e altre sostanze nocive. Compra il petto dal contadino o da un macellaio di fiducia.
  • Cosce di pollo: contengono ferro e zinco, più del petto. Sono ovviamente la parte più gustosa del pollo, ma è anche carne tenera.
  • Ali di pollo: forniscono, come le cosce, zinco e ferro. È il taglio più economico.

E tu, come mangi il pollo di solito?

Abitudini da prendere (e mantenere) per mangiare sano

Sai che il cibo che mangiamo può influire sulla nostra salute? Se vuoi mangiare cibi sani, allora devi cambiare le tue abitudini alimentari quotidiane.

Ti dico subito che non è necessario fare enormi o drastici cambiamenti per seguire una dieta salutare, ma soltanto modificare un po’ alla volta le tue abitudini, che nel tempo faranno la differenza. Anzi, i piccoli cambiamenti sono anche più facili da apportare.

Le buone abitudini per mangiare sano

  • Non saltare i pasti: questo è un modo sbagliato di seguire una dieta. Il rischio è mangiare troppo e male quando sentirai i morsi della fame.
  • Limita i pasti fuori casa, nei locali: cucina per te più spesso che puoi, con ingredienti nutrienti e salutari. L’ideale è un pasto consumato in famiglia, rilassante, come si faceva un tempo. Il mangiare dev’essere anche un piacere. E poi mangiare lentamente fa bene alla digestione.
  • Preparati il pranzo da portare al lavoro, anziché consumare di fretta spuntini nei bar.
  • Limita il consumo di alimenti conservati e già pronti: scegli tu gli ingredienti grezzi per le tue ricette, più sani e sicuri.
  • Consuma più frutta e latticini magri, verdure e cibi integrali.
  • Bevi acqua naturale, anziché bevande gasate o ad alto contenuto di zuccheri.

Passa a una cucina sana

Anche come cucinare e preparare i cibi conta molto per la tua salute. Che cosa intendo per metodi salutari di cottura degli alimenti e per cucina sana?

  • Limita la frittura: lo so, è buona e fa gola, ma mangiare spesso cibi fritti non farà bene al tuo fegato.
  • Limita anche il sale: puoi usare al suo posto spezie o erbe aromatiche.
  • Non bollire troppo le verdure, altrimenti ridurrai le loro sostanze nutritive.
  • Per condire l’insalata usa l’aceto balsamico o il succo di limone.
  • Non usare le salse già pronte: preparale da te, usando pomodori freschi combinati con erbe e spezie, per esempio.
  • Griglia la carne, il pesce e le verdure: è un metodo di cottura più salutare.

Come vedi, le abitudini da seguire per mangiare sano e mantenere nel tempo una dieta salutare non sono assolutamente complicate, e soprattutto non devi escludere dai tuoi cibi il buon sapere, perché puoi benissimo mangiare sano e far contento il tuo palato!

Come cucinare i funghi

Siamo in autunno e l’autunno è anche la stagione dei funghi. Io sono ghiotto di funghi, sono un alimento nutriente e anche semplice da cucinare.

Oggi voglio darti qualche piccolo consiglio su come cucinare i funghi in casa, per ottenere da questo cibo il sapore più gustoso e piacevole.

Scegliere, pulire e conservare i funghi

Prima di cucinarli, devi comprarli – o, se li conosci bene, trovarli nel bosco. Ma la maggior parte delle persone li compra, li lava e poi li mette in frigo. Aspetta, allora, leggi prima questi suggerimenti su come acquistare, pulire e conservare i funghi.

  • Acquista sempre funghi freschi: nei supermercati si trovano confezioni di funghi già tagliati e pronti da cucinare. Se puoi, acquistali sempre freschi, quindi sciolti.
  • Pulisci i funghi, non lavarli: usa un panno umido, non immergerli nell’acqua (il fungo è come una spugna, assorbirà l’acqua e la cottura non sarà perfetta), e puliscili delicatamente per togliere eventuali tracce di terra. Lasciali asciugare prima di affettarli e cucinarli.
  • Conserva i funghi: non tenerli in frigo troppo a lungo, al massimo 3 o 4 giorni. Non avvolgerli nella pellicola trasparente, ma tienili in un sacchetto di carta o su un vassoio.

Come cucinare i funghi?

Il metodo più comune è di soffriggerli, ma i funghi possono anche essere grigliati o arrostiti. Comunque tu voglia cuocerli, ecco altri 3 consigli sul modo migliore per cucinarli a casa.

  1. Tagliali a pezzi simili: così da consentire una cottura uniforme.
  2. Non riempire la padella: i funghi contengono acqua e voglio spazio intorno, altrimenti non si soffriggeranno bene, ma produrranno vapore e non verranno ben cotti. Inoltre lasciali cuocere senza mescolare. Girali quando li vedi già rosolati su un lato.
  3. Cuocili a fuoco medio-alto: come ti ho detto, i funghi hanno acqua all’interno e tenendoli a fuoco basso cuoceranno nel proprio liquido. Il fuoco medio-alto eliminerà subito quel liquido, facendolo evaporare, e i funghi potranno cuocere bene.
  4. Aggiungi sale e condimenti soltanto a fine cottura.

Come cucini di solito i funghi? Segui anche tu i suggerimenti che ho dato?

Gli errori più comuni in cucina

Ci cono delle cattive abitudini, quando si cucina in casa, che difficilmente si eliminano, anche perché non tutti possono conoscere certe regole, o buone pratiche, che solo con l’esperienza e lo studio si acquisiscono.

Così oggi voglio darti qualche suggerimento su alcuni dei piatti e dei cibi che più frequentemente siamo abituati a consumare in casa.

Errori nella conservazione della verdura

  • Tieni separate cipolle e patate: le cipolle emettono un gas che accelera il deterioramento delle patate, facendole germogliare. Conserva le patate in un luogo fresco, buio e asciutto e le cipolle dove abbiano una buona ventilazione.
  • Non mettere tutti gli ortaggi in frigo: i pomodori sono come la frutta, vanno tenuti sul bancone, perché le basse temperature li rendono magri, facendogli perdere sapore. Stesso discorso per il basilico fresco.

Errori nella cottura

  • Non cuocere il cibo in una padella fredda. L’ordine giusto è: scaldare la padella, scaldare l’olio, scaldare il cibo. Eviterai che verdure e carni si attacchino alla padella. In più ridurrai grasso e calorie.
  • Non affollare pentole e padelle. Il cibo, per rosolare e friggere, ha bisogno di spazio. Usa al limite 2 padelle, ma non tenere i pezzi di carne, patate, ecc., a stretto contatto.
  • Non aggiungere olio all’acqua della pasta: acqua e olio non si mescolano, lo sanno tutti. Se aggiungi olio all’acqua, quando scolerai la pasta, l’olio resterà attaccato, facendo scivolare il sugo quando la condirai.
  • Non aprire la porta del forno in continuazione. Controllare la cottura della carne è bene, ma se apri spesso la porta del forno, la temperatura scenderà e il cibo impiegherà più tempo per cuocere. Inoltre avrai una cottura irregolare, con parti meno cotte.

Questi sono piccoli errori, ma che fanno la differenza. Alcuni sono molto frequenti, come l’ultimo, ma anche gli errori su come conservare la verdura o riempire pentole e padelle all’inverosimile.

Basta un po’ di attenzione e vedrai che i tuoi piatti miglioreranno.

È meglio usare un tagliere di legno o di plastica?

Un tempo si usavano soltanto taglieri in legno in cucina, anche perché non era stata ancora inventata la plastica. Con l’avvento della plastica molti utensili in legno della cucina sono stati pian piano soppiantati da quelli realizzati con materie plastiche.

Oggi i taglieri di legno convivono con i taglieri di plastica. Alcuni sconsigliano l’uso di quelli in legno perché mantengono i batteri – infatti tra le fessure del legno possono restare dei residui di cibo, anche se minimi, che andranno a contaminare altri cibi – e, a differenza di quelli di plastica, non possiamo metterli a lavare nella lavastoviglie.

Il tagliere di plastica è davvero più igienico del tagliere di legno?

Sebbene il legno sia un materiale poroso e, come abbiamo appena detto, nelle sue fessure – che con l’usura saranno sempre più evidenti, marcate, profonde – può intrappolare residui organici che, dopo giorni, saranno pieni di batteri, mentre la plastica ha una superficie liscia e uniforme, non è detto che un tagliere di plastica sia sempre igienico, nonostante i lavaggi.

Anche un tagliere di plastica, con il tempo, a furia di tagliare cibo, mostrerà delle fessure, delle scanalature prodotte dai coltelli, impossibile da pulire perfettamente, anche in lavastoviglie.

Sostituisci il tagliere dopo un certo periodo

Se preferisci usare un tagliere di legno, scegline uno di legno duro, come l’acero o il faggio, perché non si fessurerà facilmente. Provvedi sempre a un’attenta pulizia, strofinalo con un olio minerale che impedisce a umidità e batteri di penetrare a fondo.

Applica la stessa cura al tagliere di plastica: lavalo sempre nella lavastoviglie o mano con acqua calda e sapone.

Su entrambi i taglieri osservane le scanalature e sostituiscili quando iniziano a presentarsi troppo fessurati.

È sempre meglio usare più taglieri

Se per il pranzo o la cena hai bisogno di tagliare carne, o pesce, e verdure o ortaggi e frutta, usa più taglieri. Non usare lo stesso tagliere per carne o pollame e per verdure o frutta, perché rischi una contaminazione di cibi.

Infatti, se con un tagliere tagli il pollo e usi lo stesso tagliere per tagliare dei pomodori, avrai una contaminazione incrociata, poiché trasferisci i batteri del pollo ai pomodori.

E tu che tipo di tagliere usi?

Come cucinare carne e pesce alla giusta temperatura

Per cucinare bene i cibi hai bisogno di uno strumento spesso sottovalutato: il timer. Un timer ti evita di bruciare i cibi, ma ha anche un‘altra utilità: a lungo andare imparerai i tempi di cottura per le tue ricette.

Perché è importante cucinare alla giusta temperatura la carne e il pesce? La risposta più ovvia è “per evitare di mangiarlo ancora crudo o troppo cotto”. Il petto di pollo, per esempio, alla temperatura ideale è tenero e succoso, ma se cotto troppo, si asciuga e diventa stopposo e duro.

La temperatura di cottura della carne

Ora ti do qualche indicazione per i gradi di cottura dei vati tipi di carne.

  • Pollame: quindi carni bianche, come pollo, tacchino, quaglie, oca, fagiano. Questa carne va cotta, altrimenti si rischiano contaminazioni da salmonella e altri batteri. La temperatura sicura per la cottura del pollame è di 75°.
  • Carne di manzo: se macinata per farne polpette, hamburger e salsicce, deve raggiungere una temperatura interna di 70°, più elevata della carne intera perché, macinandola, i batteri si diffondono ovunque. Le bistecche, invece, vanno cotte ad almeno 65°. Nel manzo si trova il batterio Escherichia coli, che può causare varie malattie.
  • Agnello e montone: la carne contiene agenti patogeni. I tempi di cottura, per la carne macinata e non, sono gli stessi della carne di manzo.
  • Carne di maiale: non mangiare carne di suino poco cotta o cruda, perché contiene il parassita Trichinella spiralis, che provoca la trichinosi. La carne di maiale va cotta a 65°. Se usi un precotto, la temperatura di sicurezza è di 75°. La pancetta può dirsi ben cotta quando diventa croccante.

La temperatura di cottura del pesce

E adesso veniamo al pesce. Qui dobbiamo fare diverse distinzioni, perché di solito nel termine “pesce” si includono anche i frutti di mare (molluschi) e i gamberi e le aragoste.

  • Salmone: inizia presto a perdere umidità, quindi per mantenerlo più umido e tenero cuocilo a una temperatura di 55° al massimo.
  • Aragosta: la temperatura giusta interna è di 60°, per averla tenera e succulenta.
  • Gamberetti: se li cuoci troppo, iniziano a restringersi e a diventare duri. La temperatura ideale è di 50°.
  • Capesante: proteine magre. Cuocile rapidamente a fuoco alto, insieme a olio o burro, a una temperatura di 55°, fin quando la polpa si fa opaca e soda.
  • Cozze, vongole e ostriche: cuocile finché non si apre il guscio.

Che cosa si intende per “cibo locale”

Oggi l’espressione di cibo locale si è estesa, ma sappiamo tutti che un tempo esisteva soltanto il cibo locale. Con l’industrializzazione e la grande distribuzione il mercato alimentare è cambiato e adesso possiamo trovare sulla nostra tavola cibi esotici e prodotti extrastagionali.

Se qualcuno ti chiedesse: “sai cos’è veramente il cibo locale?”, che cosa risponderesti? Sai dare una definizione corretta di quest’espressione?

Il cibo locale: che cos’è e come riconoscerlo

Ci sono 2 modi per stabilire se un prodotto alimentare è a livello locale o meno:

  • Cibo a chilometri 0: diamo questa definizione, che è ormai alla portata di tutti. Se un prodotto agroalimentare o un prodotto a base di carne deve viaggiare da una regione all’altra o perfino da uno stato all’altro, non possiamo più definirlo locale. Possiamo parlare di prodotti agricoli regionali o nazionali. Di norma, comunque, per cibo locale si intende un prodotto coltivato entro un territorio circoscritto.
  • Dal produttore al consumatore: altra espressione comune. La vendita diretta. Acquistare i prodotti agricoli o alimentari in genere (carne, uova, formaggi e latticini) direttamente dalla fattoria, nel loro luogo di produzione.

Cibo prodotto all’estero ma confezionato in Italia: è sempre locale?

Assolutamente no. Nell’etichetta di un olio si leggeva “Olive provenienti dall’Unione Europea e non”, ma l’olio era stato prodotto in Italia, in un frantoio italiano, e qui imbottigliato. È olio locale?

Carne proveniente da allevamenti esteri, ma macinata e inscatolata in Italia: è sempre un prodotto locale?

La parola “locale” non può essere fraintesa. Ha un solo significato: il cibo locale è un cibo prodotto vicino alla nostra residenza. Nei dintorni. Al massimo possiamo estendere il suo significato alla nostra nazione, se lo rapportiamo al cibo estero.

Cibo locale: è soltanto una questione di percezione?

Pensi che sia davvero migliore il cibo locale o lo percepisci come più nutriente e sano perché non proviene dall’industria conserviera o da altri paesi, che hanno norme igieniche e di sicurezza diverse dalle nostre?

Come gestisco un servizio di catering per il tuo evento

Devi organizzare un evento e hai bisogno di uno chef e di un buon servizio di catering? Allora ti starai certamente domandando quanto ti possa costare e come si svolgerà l’organizzazione per il tuo evento.

Voglio parlarti di come lavoro io come chef, delle informazioni che ti chiederò per far sì che assieme al mio staff possiamo garantirti un servizio di catering soddisfacente.

Qual è il tuo budget?

Forse non tutti ci pensano subito, ma devi stabilire anche un budget massimo di spesa. Un servizio di catering può essere organizzato anche in base al tuo budget. In quel caso ti presenteremo delle proposte di menu che rientrino nella spesa massima che hai deciso.

Per stabilire un tetto di spesa devi anche considerare l’orario in cui si svolgerà l’evento: sarà un pranzo o una cena? Prevede anche antipasti e dessert?

Un altro fattore decisivo per il costo del servizio è la durata dell’evento: il ricevimento matrimoniale in genere dura dalle 4 alle 5 ore. Se si tratta invece di un pranzo per un evento aziendale, il menu sarà più limitato.

In genere, comunque, devi calcolare un 35% in più di quanto l’evento ti costerebbe al ristorante. Un servizio di catering costa più di un servizio al ristorante perché in realtà è come un ristorante che si sposta trasferendosi nella location del tuo evento.

Quanti partecipanti prevedi all’evento?

Questo è un punto importante da considerare: sai quante persone interverranno all’evento? Per il catering il numero dei partecipanti è fondamentale, perché da quel numero dipende l’intera gestione del servizio di catering:

  • Personale di sala
  • Aiuti per lo chef
  • Bevande e alimenti da acquistare
  • Preparazione del menu
  • Allestimento (noleggio di stoviglie e posate, tovaglioli, tavoli e sedie, eventuali decorazioni, ecc.)

Ci saranno partecipanti con speciali esigenze alimentari?

Informati sulle diete abituali dei tuo partecipanti. Non parlo di semplici gusti alimentari, il menu sarà vario, quindi accontenterà tutti. Ma parlo di diete particolari:

  • Intolleranze alimentari (al lattosio, alle noci, alle uova, ecc.)
  • Diete per celiaci
  • Diete vegetariane o vegane

In generale questi sono i punti che devi tenere a mente se vuoi organizzare un qualsiasi evento. Sono le informazioni che chiedo ai miei clienti prima di presentare un preventivo e mettermi al lavoro.

6 modi errati per mangiare il sushi

Se ami la cucina giapponese e soprattutto il sushi, devi allora saperlo preparare. Ci sono diverse ricette per cucinare il sushi e gustarlo secondo la filosofia orientale. E allo stesso tempo esistono purtroppo modi sbagliati per prepararlo.

Oggi ti voglio parlare di come non si cucina il sushi, degli errori che molti commettono quando decidono di mangiare questo piatto giapponese.

1) Non mescolare il wasabi nella salsa di soia

Secondo alcuni chef non bisogna proprio usare il wasabi sul sushi, perché il pesce dovrebbe essere già stagionato.

Tuttavia, come ho scritto tempo fa, il wasabi – pianta originaria del Giappone – si grattugia e si usa come condimento naturale nel Nigirizushi, una delle ricette per cucinare il sushi.

Perché non usare il wasabi con la salsa di soia? Perché il wasabi è già una salsa e l’unica cosa che otterrai è uno scontro di sapori.

2) Non mangiare il sushi con le bacchette

Mangia il sushi con le dita. Tradizionalmente il sushi si mangia con le mani, infatti le varie porzioni sono preparate per poter essere ingerite con un boccone.

Nei buoni ristoranti ti forniranno un oshibori, cioè un asciugamano caldo per pulirti le mani prima di mangiare.

3) Non spezzare le porzioni di sushi

Vale il discorso del punto precedente: il sushi è già pronto per esser mangiato, non hai bisogno di posate, né di un coltello per preparare i bocconi. Se pensi che le porzioni siano grandi, chiedi allo chef di farti porzioni più piccole.

4) Non mangiare il nigirisuhi al contrario

Prendi una porzione di sushi e capovolgila, altrimenti l’aceto del riso mescolerà il sapore del pesce.

5) Non mangiare il sushi senza seguire l’ordine giusto

Sì, devi seguire un ordine particolare per mangiare il sushi, così da assaporare meglio il piatto.

Inizia con un pesce dal sapore più delicato, poi passa a pezzi più grassi, come il salmone e il tonno, quindi prosegui col nigiri. In breve, non devi mai iniziare con il pesce dal sapore più intenso.

6) Non bere vino né altri alcolici con il sushi

Noi italiani siamo abituati ad abbinare il vino bianco al pesce. C’è anche chi preferisce una birra chiara o altre bevande.

Ma se vuoi gustare veramente bene questo piatto giapponese, allora devi immedesimarti completamente nella loro tradizione.

Bevi il sakè con il sushi!

E adesso confessa: quali di questi errori hai commesso quando hai preparato il sushi?