Quali oli usare in cucina?

Oggi sul mercato esiste una gran varietà di oli: dal classico olio d’oliva all’olio di sansa, all’olio ottenuto con la spremitura di semi di vario tipo. Ci sono famiglie che usano sempre lo stesso olio sia come condimento per l’insalata sia nei sughi sia per friggere o per cucinare carne arrosto.

Io invece sono abituato a usare in cucina 3 tipi di oli. Oggi ti parlo quindi di quali oli troverai nella mia cucina e nei menu che organizzo e per quali cibi e ricette li uso.

Olio extravergine d’oliva

Intanto rispondiamo a una domanda frequente: che differenza c’è fra l’olio d’oliva e l’olio extravergine d’oliva?

L’olio d’oliva in generale proviene dalla spremitura a freddo delle olive. La differenza fra le 2 varietà di olio sta nel livello di acidità. È considerato extravergine l’olio d’oliva con pH massimo di 0,8. Detto più “tecnicamente”, il pH rappresenta la quantità di acidi grassi liberi di acido oleico. Quindi pH 0,8 significa che la percentuale di questi acidi grassi dev’essere al massimo dello 0,8%.

L’olio extravergine d’oliva è ottimo per condire l’insalata o qualsiasi cibo da consumare a crudo, perché ne esalta il sapore. Ricorda che l’olio extravergine crudo contiene sostanze antiossidanti.

Olio d’oliva

Uso l’olio d’oliva sia come ingrediente per preparare le salse (abbinato, per esempio, alla cipolla o all’aglio) sia per cotture brevi. L’acidità dell’olio d’oliva non supera il 2%.

Olio di semi di girasole

Per la frittura o per cuocere cibi al forno uso invece l’olio di semi di girasole. Il colore di quest’olio è chiaro, di un giallo paglierino. Composto da acidi grassi insaturi, è ricco di vitamina E come l’olio d’oliva.

È ottimo per le fritture anche perché costa poco e sai quanto olio occorre per friggere,

Se decidi di usare in cucina, per le tue fritture o i tuoi arrosti, l’olio di semi di girasole, conservalo poi in frigorifero.

E tu quale tipo di olio usi in cucina per i tuoi pasti?

3 consigli per cucinare come uno chef

Ti piace cucinare? O vorresti semplicemente migliorare per preparare piatti più gustosi per te, la tua famiglia e i tuoi ospiti? Oggi ti voglio dare qualche piccolo consiglio… da chef.

Il segreto per cucinare buoni piatti non sta soltanto nella ricetta, negli ingredienti e nel procedimento per realizzarla. Ci sono delle abitudini da prendere in cucina, che uno chef ha ormai assimilato perché deve cucinare per molte persone, ottimizzando anche i tempi.

Se riuscirai anche tu ad avere queste abitudini, vedrai che i tuoi piatti… avranno tutto un altro sapore!

Prepara in anticipo gli ingredienti e organizza i piatti da cucinare

Sai quanti piatti bisogna preparare durante il pranzo di un evento, come un matrimonio? Non voglio neanche fare il calcolo. Bisogna sapersi destreggiare fra innumerevoli pietanze e la soluzione è soltanto una: organizzarsi.

L’organizzazione sia degli ingredienti sia degli utensili è essenziale in cucina, perché abbrevia i tempi e non ti fa dimenticare nulla.

In gergo si chiama mise en place, cioè tutto al proprio posto. Prima di cucinare, organizza cibi e attrezzature. Ti devi creare il tuo spazio di lavoro:

  • Buona illuminazione
  • Nessun ingombro, tieni a portata di mano solo ciò che ti occorre
  • Tieni vicino un secchio per gli scarti alimentari

Usa gli utensili giusti

Non metterti a cercare pentole e padelle e ciotole nel momento in cui devi cucinare, ma prepara prima tutto il set di cui hai bisogno. Come ho detto prima, l’organizzazione è alla base di ogni buon piatto.

Che cosa ti occorre per cucinare?

  • Pentole
  • Insalatiere
  • Taglieri
  • Set di coltelli
  • Forchette e cucchiai
  • Padelle per friggere
  • Misurini
  • Ciotole
  • Bicchieri

Prepara il tuo elenco e disponi tutto in ordine.

Ottimizza i tempi di cottura delle portate

E avrai un’esperienza culinaria da ristorante. A tutti piace mangiare pietanze calde, ma soprattutto nessuno vuole attendere troppo tempo fra una portata e l’altra. Dunque, che cosa fare per ottimizzare al meglio i tempi e servire le tue portate velocemente?

Hai appena servito una prima portata, ma sul fuoco sta terminando di cuocere la successiva. Ebbene, interrompi la cottura e riprendila mentre tutti stanno gustando il primo piatto. In questo modo finirà di cuocere quando avranno finito e tu potrai servire la seconda portata ben calda e fumante.

E ora dimmi: hai già una di queste abitudini quando cucini?

Come mangiare il sushi: tipi e condimenti

Sai come preparare un buon sushi? Prima di dedicarti a questo rinomato piatto giapponese, devi conoscere innanzitutto quante sono le ricette di sushi, ma anche le curiosità sul sushi ti aiutano a comprendere bene la filosofia di questo piatto orientale.

Quanti tipi di sushi esistono?

Prima di parlare di condimenti, dobbiamo conoscere tutte le varietà di sushi: ogni piatto ha i suoi ingredienti e le sue particolarità. Qui di seguito ti elenco ben 9 tipi di sushi che puoi gustare.

  1. Chirashi-sushi: pezzi di pesce crudo in una ciotola di riso.
  2. Gunkan-maki: simile al nigiri-sushi, ma si tratta di polpette di riso e alga nori che le avvolgono, con uova di salmone e ricci di mare posti sopra.
  3. Inari-sushi: una sorta di polpette di tofu fritto ripiene di pesce e altri ingredienti.
  4. Maki-sushi: rotolo di sushi. Pesce crudo e altri ingredienti avvolti nel riso e nelle alghe. Si mangia con le mani.
  5. Nare-sushi: sushi fermentato. Come pesce si usa la carpa.
  6. Nigiri-sushi: è il sushi più comune, una fetta di pesce crudo su un letto di riso.
  7. Oshi-sushi: pesce e riso stagionati e pressati poi in uno stampo.
  8. Sashimi: fette di pesce crudo, ma senza riso.
  9. Temaki-sushi: simile al maki-sushi, con l’alga nori che l’avvolge in forma conica.

Come mangiare il sushi?

Che salsa usare per gustare meglio il sushi? Eccone 3:

  • Wasabi: ne abbiamo parlato poco tempo fa. Il wasabi – o ravanello giapponese – è una salsa piccante, di colore verde, da mettere sopra al sushi. Ha svariati benefici, fra cui ridurre l’intossicazione alimentare.
  • Salsa di soia: è il condimento più usato per mangiare il sushi. Si versa la salsa di soia in una ciotola e vi si immerge il sushi prima di mangiarlo.
  • Shoga: o zenzero sottaceto. Ha proprietà antibatteriche e si usa per purificare il palato. È usato anche per attenuare il piccante del wasabi.

Magari in seguito tornerò nel dettaglio su ogni varietà di sushi. Quale di quelle elencate ti attira di più?